La vita dei prigionieri politici e di tutti coloro che sono stati arrestati durante le; proteste di gennaio è in pericolo! No alla pena di morte, per nessuno!

Noi, 23 organizzazioni indipendenti di donne iraniane, siamo profondamente preoccupate per la vita dei prigionieri politici e di coscienza così come per tutti coloro che sono stati arrestati a seguito delle proteste dello scorso gennaio. Subito dopo la brutale repressione delle manifestazioni di gennaio 2026 e il massacro dei manifestanti scesi in strada per protestare contro il regime della Repubblica Islamica e rivendicare diritti e una vita dignitosa, sono iniziati gli attacchi militari congiunti di Stati Uniti e Israele all’Iran.

In conseguenza di ciò, il popolo iraniano si è trovato tra due fuochi: gli attacchi militari provenienti dall’esterno, da un lato, e la repressione interna dall’altro, che si è tradotta in un crescente numero di arresti ed esecuzioni.

La guerra, letta da figure come quella di Reza Pahlavi e dai sostenitori della monarchia come funzionale al “cambio di regime” e alla “liberazione”, ha finito così per essere normalizzata, legittimando di conseguenza gli attacchi militari. Tale narrativa ha indebolito i movimenti popolari di protesta, incluso il movimento “Donna, Vita, Libertà” che era riuscito ad offrire una prospettiva di liberazione, e causato una intensificazione della repressione interna.

Ancora una volta, il popolo ha scoperto, attraverso l’esperienza della guerra, che le bombe e i missili non producono altro che morte, sfollamento, povertà (soprattutto per le donne), soffocamento ed inibizione della capacità di agire nella maggior parte della popolazione. Ancora, dopo la tregua di due settimane e i successivi rinnovi, non abbiamo notizie certe sulla possibilità che la guerra possa concludersi o proseguire. La realtà è che ci troviamo di fronte a un governo più repressivo e orientato alla sicurezza che, all’ombra della disconnessione di internet e delle comunicazioni più in generale, mira a tacitare ogni voce di dissenso instaurando un clima di paura attraverso esecuzioni e arresti. Le minacce e le pressioni sui prigionieri politici sono aumentate e le loro vite sono seriamente a rischio. Dall’inizio della guerra almeno 3.646 persone sono state arrestate e dall’annuncio della tregua almeno 767. Dall’inizio dell’attacco militare all’Iran 20 prigionieri sono stati giustiziati con accuse varie che vanno dall’appartenenza all’”Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran”, all’aver partecipato alle proteste di gennaio o allo spionaggio a favore di Israele. A tal proposito è importante ricordare come il numero delle esecuzioni e delle accuse di spionaggio a favore di Israele siano aumentate con l’inizio della guerra dei 12 giorni. Il regime continua a tenere la “vita” dei cittadini in ostaggio, anche dopo il cessate il fuoco.

Ancora adesso sono molti i casi di famiglie che non hanno informazioni sulle condizioni e sul luogo di detenzione e sullo stato legale dei propri cari. Secondo i rapporti dell’Organizzazione per i diritti umani iraniana e dell’organizzazione “Insieme contro la pena di morte”, nel 2025 almeno 1.639 persone sono state giustiziate. Si tratta del numero più alto registrato dal 1989, ossia dal massacro di massa dei prigionieri politici dell’estate del 1988. Inoltre almeno 48 delle persone giustiziate lo scorso anno erano donne. Ancora una volta sitratta per il regime iraniano di un triste primato essendo questo il numero più alto di esecuzioni di donne al mondo.

Secondo i rapporti provenienti dal carcere di Evin la pressione sui prigionieri politici, in particolare nel blocco femminile, è aumentata e le autorità carcerarie hanno vietato alle prigioniere di partecipare a campagne come “I Martedì No alla pena di morte” avvertendole delle conseguenze. Non abbiamo ancora statistiche accurate sui prigionieri condannati alla pena di morte ma sappiamo che due bambini sono stati condannati a morte.

Noi, 23 organizzazioni di donne, seguiamo con preoccupazione la situazione all’interno del paese e dichiariamo la nostra solidarietà al popolo per le lotte a favore della libertà, la giustizia sociale e il diritto alla vita. Crediamo che in una situazione così critica non ci sia responsabilità più urgente e fondamentale del sostegno diffuso per la libertà e il salvataggio della vita di migliaia di prigionieri, che, secondo le esperienze passate, sono a rischio di un massacro su larga scala. Pertanto la nostra richiesta urgente è: libertà per tutti i prigionieri politici, civili e religiosi; fermo delle esecuzioni e abolizione della pena di morte.

Donne Vita Libertà libertà.

29 Aprile 2026

I firmatari:

-Associazione insieme per la salute delle donne

-Associazione donne libere iraniane Italia

-Associazione donne iraniane Dallas

-Associazione donne iraniane-tedesche (Colonia)

-Associazione donne Parto

-Associazione donne Montreal

-Movimento Me Too Iran

-Circolo donne iraniane per la cooperazione globale (ICWIN)

-Donne per la libertà e l’uguaglianza sostenibile

-Donne attiviste iraniane in esilio (Berlino)

-Organizzazione per i diritti delle donne, IKWRO

-Organizzazione per la liberazione delle donne

-Organizzazione no-profit Ayvin-Empowerment delle donne attraverso l’arte

-Femminismo quotidiano

-Forum delle donne iraniane a Vienna

-Collettivo “Donna, Vita, Libertà” Roma -Campagna per fermare gli omicidi d’onore

-Comitato per l’uguaglianza di genere della solidarietà dei Repubblicani iraniani

-Gruppo di alleanze delle donne di sinistra

-Gruppo donne California del Nord

-Gruppo di studi sulle donne Orange County

-Fondazione delle persone LGBTQ Manav

-Assemblea delle donne iraniane Hannover