Noi, organizzazioni indipendenti di donne della diaspora, credenti nella libertà di espressione e nel diritto democratico degli esseri umani di esprimere liberamente le proprie opinioni, condanniamo l’approccio fascista e gli attacchi diffusi sui social media, nelle manifestazioni e nei raduni!

Queste azioni si svolgono ampiamente, soprattutto contro le donne, nelle strade, sui social media e negli spazi virtuali, accompagnate dal disprezzo del loro attivismo  politicalo e sociale. Poiché le donne sono i principali soggetti e forze motrici dell’insurrezione “Donna, vita, libertà”, gli oppositori della libertà e dell’uguaglianza cercano di emarginarle dal centro della lotta e limitare la loro presenza sociale e il campo di attività usando metodi sessisti.

Lo spazio maschile, autoritario e centralista che si è gradualmente formato dopo l’insurrezione rivoluzionaria “Donna, vita, libertà”, sotto le denominazioni di “grande nazione” e “rivoluzione della leone e del sole”, ha oltrepassato le molestie informatiche, raggiungendo l’oltraggio, l’insulto e le ingiurie sui social media e nelle interviste televisive, oltre a risultati di abusi sessuali e di genere, insulti a nazionalità, a diverse identità di genere e distruzione e insulti verso femministe, forze di sinistra e altri attivisti politici che combattono contro l’oppressione, la guerra e la militarizzazione.

Questo movimento, che non riesce a tollerare la libertà di espressione e di pensiero, è alla ricerca dell’imposizione dei suoi modelli politici autoritari e centrati sull’individuo. Per realizzare questo modello, sin da ora, sparge odio contro ogni voce differente, cercando di stabilire una cultura monodimensionale e monopolistica; una cultura che utilizza insulti sessisti e misogini, minacce di morte e la ripetizione di slogan “morte a…”. Questi comportamenti non sono semplicemente azioni individuali di pochi, ma rappresentano una parte di una dinamica di potere che si definisce apertamente con lo slogan “un paese, una nazione, un leader”.

Noi, come donne femministe, ci sentiamo obbligate a resistere e combattere contro visioni di destra, patriarcali, nazionalistiche e qualsiasi altra corrente di pensiero che cerca di emarginare la partecipazione politica delle donne con il disprezzo, gli insulti e le offese misogine e sessiste. Non dimentichiamo che i fondamentalisti islamici guidati da Khomeini iniziarono anche ad attaccare le donne e le loro libertà, inizialmente non a nome del loro nuovo stato, ma a nome del “popolo” e con l’appoggio di gruppi di pressione e falangi islamiche.

Nella nostra lotta collettiva, crediamo nella nostra soggettività e partecipazione politica e siamo fermamente contrarie a qualsiasi forma di pensiero patriarcale, da uomini o donne. Continueremo a combattere per liberarci dal dominio misogino e distruttivo della Repubblica Islamica e contro tutte le correnti di pensiero simili, per costruire una società libera, democratica e priva di qualsiasi forma di discriminazione, oppressione e disuguaglianza.

Il nostro slogan per sempre: Donna, vita, libertà!

11 giugno 2026  21 Khordad 1405 

I firmatari:

-Associazione insieme per la salute delle donne

-Associazione donne libere iraniane Italia

-Associazione donne iraniane Dallas

-Associazione donne iraniane-tedesche (Colonia)

-Associazione donne Montreal

-Movimento Me Too Iran

-Circolo donne iraniane per la cooperazione globale (ICWIN)

-Donne per la libertà e l’uguaglianza sostenibile

-Donne attiviste iraniane in esilio  (Berlino)

-Organizzazione per i diritti delle donne, IKWRO

-Organizzazione per la liberazione delle donne

-Femminismo quotidiano

-Forum delle donne iraniane Vienna

-Collettivo “Donna,Vita,Libertà”Roma 

-Campagna per fermare gli omicidi d’onore

-Comitato per l’uguaglianza di genere della solidarietà dei Repubblicani iraniani

-Gruppo di alleanze delle donne di sinistra

-Gruppo donne California del Nord

-Gruppo di studi sulle donne Orange County

-Fondazione delle persone LGBTQ Manav

-Assemblea delle donne iraniane Hannover